Gli spazi verdi che ci circondano -dalla foresta … al vaso in ufficio- ci nutrono nel corpo e nella mente, è dimostrato! Vogliamo approfittarne?

Una fase di stress o malumore, e subito viene voglia di rifugiarsi nel verde per ritrovare l’equilibrio e sentirci meglio. Pura suggestione? No, il beneficio è concreto e ha radici profonde nella storia dell’evoluzione. All’estero da anni si conducono ricerche scientifiche sull’impatto che il contatto con la natura ha sulla nostra salute: induce calma e serenità, regolarizza il battito cardiaco, modula la pressione arteriosa, diminuisce l’aggressività, aumenta l’energia, stimola la memoria e le capacità cognitive, alza le difese immunitarie e la nostra capacità di contrastare tumori e malattie.
Il Giardino Terapeutico è uno spazio verde pensato non per essere semplicemente bello, ma per curare. Le Linee Guida ISS 2024 riconoscono il ruolo delle esperienze in spazi verdi nel migliorare la qualità di vita e il benessere emotivo di persone con fragilità diverse — dalla demenza all’autismo, dalla disabilità alla marginalità sociale, dall’ansia allo stress anche in contesti produttivi ed aziendali. Per questo ogni nostro progetto nasce da un’analisi dei bisogni specifici di chi lo vivrà: piante che stimolano vista, olfatto, tatto e memoria; percorsi accessibili e sicuri; vegetazione che protegge e avvolge, per dare sicurezza a chi ne ha più bisogno. Un giardino così accoglie la persona per come è, senza pretendere prestazioni — e proprio per questo può diventare un vero spazio di cura.
Un esempio: il Giardino Terapeutico di Vittorio Veneto, un nuovo spazio verde dedicato al benessere di giovani con disturbi dello spettro autistico. Il progetto, avviato nell’aprile 2025, è stato realizzato da “MA.DI.GREEN giardinaggio e irrigazione”, la nostra realtà aziendale, in sinergia con i giardinieri di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, Fondazione Architettura Treviso, AULSS 2 Marca Trevigiana e la Cooperativa sociale Terra Fertile, con il sostegno di Volksbank e di EBAV.
Nel caso specifico di questo giardino creato per il benessere di persone affette da Autismo è stata scelta una vegetazione in grado di avvolgere, proteggere e dare sicurezza come in un abbraccio discreto. Alcuni esempi di piante Teucrium fruticans, arbusto da siepe (utilizzato anche come base di preparati medicinali) che conferisce una sensazione avvolgente se tenuto a siepe, Loropetalum in varietà con foglie ovali rosso scuro, fiori in grappoli sottili e delicati dall’intenso color fucsia, Buddleja davidii chiamato anche albero delle farfalle per la caratteristica di arbusto mellifero in grado di attrarre questi insetti leggeri e silenziosi ad impreziosire il paesaggio e dalla lunga fioritura profumata estiva, graminacee con dimensioni, fioriture e colori che conferiscono piacere e sicurezza oltre ad una sensazione avvolgente e sinuosa anche al tatto. Queste situazioni hanno consentito agli utenti, anche più schivi, non solo di trovare un ambiente accogliente in grado di abbassare i loro livelli di ansia, ma anche il permanere di questo stato di benessere anche nel rientro a casa.
Ma le modalità con cui è stato creato questo giardino prevede anche la sua fruizione da parte di utenti con sindrome di Down per i quali è perfettamente adatto un giardino ad alta manutenzione: dalla scerbatura delle aiuole (per le quali ad esempio non è stato previsto un telo per le infestanti), all’uso di siepi topiate per la loro frequente necessità di essere modellate attraverso operazioni di potatura. In entrambi i casi la vegetazione avvolge e protegge per dare sicurezza ed allo stesso tempo crea le condizioni per accogliere le necessità di impegnare le energie degli utenti del giardino, promuovere la loro autonomia, il senso di responsabilità ed autostima, prendersi cura quotidianamente di uno spazio verde offre l’opportunità di sperimentare competenze concrete, osservare il risultato del proprio lavoro e instaurare una relazione significativa con l’ambiente valorizzandone le capacità piuttosto che i limiti.
L’esperienza dimostra che, lo spazio a verde terapeutico stimola l’area cognitiva (memoria, pensiero, coordinazione psicomotoria, linguaggio), favorisce la riabilitazione fisica attraverso il lavoro manuale di giardinaggio e orticoltura, induce fiducia e benessere generale limitando comportamenti aggressivi o di chiusura, e promuove l’autostima, le relazioni e l’integrazione sociale insieme al senso di appartenenza. Molte persone con sindrome di Down instaurano con il giardino un legame profondo, caratterizzato da dedizione, cura e continuità. La crescita delle piante diventa il riflesso della crescita personale: attraverso la cura dell’ambiente emergono fiducia nelle proprie capacità, autostima, relazioni sociali e benessere emotivo.
In questo senso, il giardino non è soltanto uno spazio da mantenere, ma un contesto educativo e terapeutico capace di valorizzare la persona, permettendole di esprimere il meglio di sé attraverso un’attività concreta, significativa e socialmente utile.

l Giardino Bioenergetico è una nuova tecnica di realizzazione di parchi e giardini, per la quale siamo tra i precursori, e rappresenta il concreto risultato di specifiche ed approfondite ricerche sull’interazione energetica esistente tra gli esseri viventi e l’ambiente. Nella creazione di ambienti naturali per il benessere è quindi necessario operare la giusta scelta delle specie da utilizzare e individuare la loro esatta messa a dimora. In questo modo, nelle aree bioenergetiche ricreate, si può ottenere un’azione molto favorevole nella riduzione dello stress psico-fisico e un considerevole sostegno energetico per tutti gli organi del corpo umano che vi sosta, aumentando così il senso di benessere complessivo.

